Il futuro del design, tra innovazione e rivoluzione digital

CLUBHOUSE CULTURE
Il futuro del design, tra innovazione e rivoluzione digital

Vanno in scena i Design Days

21 ottobre 2016

Design Days in Clubhouse Brera



Futuro, innovazione, rivoluzione digital e cambiamento: questi i temi caldi che hanno infiammato il club in occasione dei Design Days milanesi, la manifestazione che dall’1 al 9 ottobre ha animato tutta la città con iniziative ed eventi per mettere in rete i protagonisti del mondo del design e della creatività. Per l’occasione, il club ha aperto le sue porte per due serate, una dedicata alle Design Tales con Matteo Battiston, Head of Design di Luxottica, e l’altra incentrata sull’attualissimo tema della Digital Fabrication insieme a tre designer italiani d’eccezione: Denis Santachiara, Alberto Meda e Francesco Meda, tutti e tre legati all’innovativo brand Cyrcus, che propone pezzi di design d’autore realizzati appunto con le tecniche della Digital Fabrication.

 

 

In un rincorrersi di regole da rispettare e contraddire allo stesso tempo, Matteo Battiston ha tracciato le linee di un futuro prossimo all’insegna dell’innovazione e del cambiamento. Uno dei grandi temi, secondo lui, è quello relativo al destino del mondo, a come sarà fra 30 anni, alle rivoluzioni cui avrà fatto fronte. Battiston ribalta la questione, sostenendo come la vera domanda da porsi sia “cosa non sarà cambiato nel 2030?”. Ciò che cambierà dipende da quel che stiamo mettendo in pratica oggi, ma data la gran velocità che contraddistingue l’innovazione, la cosa davvero interessante sarà individuare ciò che non si lascerà travolgere dalla potenza del cambiamento. Come gestire dunque l’innovazione? Bastano poche semplici regole, prima fra tutte, rompere le regole: accettare e gestire l’innovazione significa non accettare quel che è sempre stato valido e giusto, perchè per fare dei passi avanti è necessario riscrivere la normalità e disegnare un futuro all’altezza delle proprie aspettative, senza subire passivamente il perpetuo flusso delle cose. Rompere le regole, secondo Battiston, è il primo assioma per costruire un futuro innovativo. Ma come riconoscere il futuro? Avendo il coraggio di spostare il proprio punto di vista, uscire dalla propria comfort zone e lasciare libertà e corda lunga alle idee. La libertà può condurre in errore, certo, ma è proprio lì che si cela la traccia per il successo.

 

Scopri la vision di Matteo Battiston, Head of Design di Luxottica

 

 

Nel corso del secondo appuntamento dedicato ai Design Days, è stato Denis Santachiara – il grande designer italiano, da sempre attento all’estetica e alla poesia dei processi industriali – a introdurre la Digital Fabrication e i principi fondamentali di questa nuova disciplina che sta rivoluzionando il mondo del design. La Digital Transformation, infatti, permette di produrre pezzi di design attraverso la rete, avvalendosi di tre tecnologie:

le stampanti 3D, inizialmente destinate alla creazione dei modelli per i prototipi, possono realizzare in maniera diretta veri e propri prototipi

le macchine da taglio laser o ad acqua, in grado di tagliare lavorati o semilavorati attraverso la lettura diretta di una matematica in cui è tradotto il disegno del progettista. Il designer può così inviare il progetto sotto forma di matematica direttamente alla macchina, anche tramite smartphone, senza bisogno di passaggi intermedi né di supervisori  della produzione

lo scanner 3D, ovvero lo strumento che permette di tradurre l’immagine di un oggetto in un disegno cad, che altro non è che una matematica, pronta per essere letta dalle macchine di produzione.

Con la Digital Fabrication nasce la Fabbrica 4.0, responsabile, nel bene e nel male, di quella che sarà la terza rivoluzione industriale. Gli aspetti positivi che comporta sono innumerevoli, fra gli altri la possibilità di produrre pezzi di design on demand e personalizzati, facendo sentire il consumatore co-autore del progetto e abbattendo tutti i costi derivati dalla produzione di eventuali invenduti. Ci sono poi i vantaggi economici, favorendo una produzione sempre più a chilometro zero, che si avvale di service in giro per il mondo: è così che la produzione può avvenire il più vicino possibile al luogo di provenienza dell’ordine e il prodotto può essere consegnato in loco, senza costi di spedizione, di magazzino, di deposito. I vantaggi sono anche a livello progettuale e tecnico: i designer, grazie a queste nuove tecnologie, possono realizzare forme mai esistite prima, ad esempio con la stampa 3D è possibile creare delle forme chiuse, o altre ricche di sottosquadre, ovvero angoli acuti non realizzabili con gli stampi normali. Risultato tangibile di questa rivoluzione sono dei prodotti di design estremamente innovativi, come quelli del brand Cyrcus, pezzi interamente realizzati con le tecniche della Digital Fabrication e che per una sera hanno colorato il club con uno stile inconfondibile, portando in mostra anche i due progetti realizzati in esclusiva dai designer Alberto e Francesco Meda.

 

Scopri una generazione di designer a confronto, padre e figlio: Meda contro Meda

 

 

Arianna Morandi