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CLUBHOUSE PEOPLE
Gian Paolo Barbieri — fotografo, Fondazione Gian Paolo Barbieri

L'eleganza naturale della fotografia di moda

Intervista a Gian Paolo Barbieri

Icona di stile, da anni sulla cresta dell’onda nel mondo della moda e dell’arte visiva, Gian Paolo Barbieri, classe 1938, si racconta alla community di Clubhouse Brera. Classificato tra i quattordici migliori fotografi di moda nel mondo dalla rivista Stern, le sue opere sono state esposte presso Palazzo Reale di Milano, Victoria & Albert Museum e National Portrait Gallery di Londra, Kunsforum di Vienna,  MAMM di Mosca e presso Erarta Museum of Contemporary Art di San Pietroburgo. I successi, le grandi dive dello spettacolo, foto che hanno fatto la storia nel mondo: Gian Paolo la sua vita e il suo passato, guardando a un presente ricco di soddisfazioni e un futuro dal nome “Fondazione Gian Paolo Barbieri”, custode eterno delle sue opere a disposizione delle nuove generazioni.

 

Gian Paolo, raccontaci di te, come è iniziato il tutto?

Sono nato a Milano nel 1938 e fin da adolescente mi sono appassionato all’ambito artistico iniziando a 16 anni a muovere i primi passi nel teatro come attore e poi scenografo a Roma e poi a Parigi. E’ in Francia che la fotografia è diventata parte della mia vita, assistevo il celebre fotografo di Harper’s Bazaar, Tom Kublin. Negli anni sessanta, rientrato a Milano ho deciso di aprire il mio studio raccogliendo i frutti degli insegnamenti passati, le mie foto vennero apprezzate da riviste come Vogue, GQ e Vanity Fair; iniziai dunque a scattare campagne per famosi marchi come Versace, Valentino, Armani, Gianfranco Ferré, Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood. Per un periodo, negli anni novanta, ho scelto di dedicarmi ad una personale ricerca antropologica nei paesi tropicali: volevo unire il concetto di reportage con il glamour della fotografia di moda. Oggi mi dedico ancora al mio studio, agli amici e ora anche alla Fondazione Gian Paolo Barbieri.

 

Una vita entusiasmante, ricca di soddisfazioni e successi e ora una nuovo capitolo: come nasce l’idea di creare una Fondazione a tuo nome?

L’idea nasce spontanea dal pensiero di dare seguito al lavoro fin qui fatto rivolgendomi alle nuove generazioni con iniziative dedicate agli addetti del settore, agli studenti e agli appassionati del mondo della fotografia e dell’arte in generale. Vorrei coinvolgere e ispirare, così come altri hanno fatto con me quando ho iniziato. Verrà lanciata ufficialmente  a Febbraio, Emmanuele Randazzo, mio stretto collaboratore da più di undici anni, svolgerà il ruolo di Direttore generale e fin da subito stiamo lavorando per presentare un calendario ricco di attività quali mostre, eventi, lectures e convegni, inoltre, formazione diretta ai ragazzi con visite nello studio e workshop.

 

L’arte dunque è stata per te un lavoro ma soprattutto una fonte di ispirazione per la vita. 

Una buona conoscenza della cultura dell’arte come la pittura, la scultura, la moda e la fotografia, ma anche del cinema e della letteratura, tutto ciò che è classificato come arte, influisce, incondizionatamente o meno, sulla persona e sull’impresa.

L’arte, in generale, deve sedurre e attrarre una persona!

 

Interview by: Nicola Davanzo