Il futuro dello sviluppo urbanistico per una green landscape economy

CLUBHOUSE CULTURE
Il futuro dello sviluppo urbanistico per una green landscape economy

Architettura del paesaggio e valore del territorio: la visione innovativa di Mauro Panigo, General Manager di LAND

27 Aprile 2016

LAND Mauro Panigo



Mauro Panigo, architetto e General Manager di LAND, durante l’Ideas Lunch From Grey to Green ha presentato il futuro delle nostre città attraverso la visione e l’operato dell’architettura del paesaggio, il palcoscenico in cui opera LAND. L’obiettivo è arrivare a uno sviluppo urbanistico, ecologico e ambientale che rappresenta anche una nuova visione culturale ed economica attraverso un dialogo tra natura, scienza del territorio, architettura e creatività.

Cos’è e di cosa si occupa l’architettura del paesaggio? Un approccio multidisciplinare – non solo pianificazione, agronomia, botanica, ingegneria dell’ambiente – che consente di lavorare con la natura e le risorse del territorio (suolo, verde, acqua) per dare un valore nuovo a questo ambiente, tenendo in considerazione prima di tutto l’aspetto dello sviluppo sociale e partecipando alla trasformazione del territorio dando vita a nuovi urban trends.

Land

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La società sta sempre più guardando al paesaggio come valore prioritario da conservare e valorizzare, non come un panorama immacolato. Come ratificato dalla convenzione europea, è paesaggio oggi tutto ciò che riguarda gli spazi naturali, urbani e periurbani e che viene percepito dalle popolazioni e su cui i fattori umani e naturali incidono con le loro azioni nella vita quotidiana.

La politica comunitaria europea, infatti, guarda sempre più a sviluppare una ecologia umana urbana del territorio attraverso l’infrastrutturizzazione del verde e del blu.

Land

Solo in Italia, LAND ha sviluppato in 25 anni un lungo percorso di green landscape economy con progetti territoriali di riqualificazione e rivalorizzazione. A partire da Milano, che negli anni ‘90 è stato un laboratorio creativo grazie a una fase di de-industrializzazione e riqualificazione di aree industriali. Ne è un esempio il concept Raggi Verdi Milano, un progetto che ha come finalità principale la definizione dello spazio aperto a margine del confine comunale della città di Milano, determinando un sistema di aree verdi, in parte già esistenti, collegate fra loro da un sistema di percorsi urbani per una nuova rete di percorsi pedonali e ciclabili che innerva di verde il tessuto urbano.

Ma sono molti i progetti che dimostrano questa visione innovativa dello spazio urbano come Porta Nuova Milano, che ha portato una una nuova centralità urbana con la creazione di piazza Gae Aulenti; il Park  Portello, con colline di LandArt o Rubattino District, uno spazio metafisico ed emotivo – a poca distanza dalla tangenziale est – molto amato dal mondo del design e della moda.

E ancora L’Arcipelago Verde a Roma, una nuova visione di spazi verdi che punta a mettere in relazione le centralità con i parchi esistenti e valorizzare il più grande patrimonio del paesaggio romano, l’Agro romano, o la Green Tree Strategy di Marghera, Venezia, un progetto di trasformazione urbana che riguarda lo sviluppo di un quadrante strategico della città di Venezia per i prossimi 20 anni: il waterfront della terraferma lagunare che si estende nella macroisola nord di Porto Marghera attorno al Vega, il Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia.

Importantissimo il lavoro svolto da LAND a fianco delle industrie come con ENI, in Basilicata ad esempio con il Miglio Artistico, un progetto di  inserimento paesaggistico e mitigazione architettonica del COVA – Centro Olio Val d’Agri nato dalla consapevolezza che l’impianto possa dare nuova forma fisica al luogo e al suo contesto sociale, economico e culturale. Un intervento che mira a definire un nuovo dialogo con il contesto sia naturale che sociale, offrendo  la possibilità di “costruire assieme”, tramite scelte mirate e un coinvolgimento attivo di tutti verso il territorio, da sempre testimone emblematico della storia, della cultura e di identità collettiva.

Da gardening design a strategic planner: anche questo è un modo di fare paesaggio.